di Enzo Garofalo
Serata emozionante quella di chiusura dell’8° Bari International Film Festival (Bif&st), apertasi al Teatro Petruzzelli sulle note della musica di Nino Rota per il cinema di Fellini, brillantemente eseguita dal pianista Maurizio Zaccaria e dal sassofonista Paolo Di Benedetto. In programma l’assegnazione dei tre premi Bif&st 8 1/2 International Award (miglior regista, miglior attore protagonista, migliore attrice protagonista) riservati ai film in concorso nella sezione Panorama Internazionale che ha visto la proiezione di 10 film (piĂą 2 fuori concorso) provenienti da tutto il mondo, presentati a Bari in anteprima italiana o internazionale (i titoli italiani erano tutti in anteprima mondiale). I film vincitori sono stati scelti da una giuria del pubblico composta da 30 spettatori selezionati e presieduta dall’attrice, sceneggiatrice e regista Chiara Caselli, che ha anche condotto il momento della premiazione accanto a Felice Laudadio, direttore del Bif&st.
Il premio Bif&st 8 1/2 International Award per la migliore regia è andato al celebre maestro serbo del cinema indipendente Goran Paskaljevic autore di pellicole come Cabaret Balkan, Special Treatment, Someone Else’s America e numerose altre. Se lo è aggiudicato per il film “Dev Bhoomi – Land of the Gods”, realizzato in cooproduzione serbo-indiana, presentato in anteprima mondiale lo scorso settembre al Toronto International Film Festival nella sezione Masters, quindi in Serbia a marzo e all’Hong Kong International Film Festival lo scorso 14 aprile, per poi arrivare al Bif&st dove è stato proiettato in anteprima italiana. Questa la motivazione del premio: “…perchĂ© il viaggio in una realtĂ a noi lontana, in cui tradizioni secolari si scontrano con il desiderio e la necessitĂ delle nuove generazioni femminili di avere accesso all’istruzione e alla scelta della propria vita, viene trasformato dal regista in un alto racconto cinematografico”. Il film racconta la storia di Rahul che dopo un esilio di 40 anni ritorna nel suo piccolo villaggio sull’Himalaya suscitando nei suoi concittadini oscuri ricordi e vecchi rancori. Il protagonista (il bravissimo attore indiano Victor Banerjee, giĂ visto in film importanti come Passaggio in India di David Lean e Luna di Fiele di Roman Polanski, è autore anche della sceneggiatura insieme al regista) si ritrova così immerso in una realtĂ piena di pregiudizi, dove le donne non hanno alcun diritto di decidere del proprio destino. Il film è la prima pellicola serba ad essere girata in India, con una troupe serba e attori indiani, ed è anche il primo film serbo ad essere stato selezionato da Amazon per una distribuzione globale in video on demand. Paskaljevic si è detto felicissimo per il prestigioso riconoscimento tributato alla sua opera ed ha voluto scattare una foto-ricordo con il pubblico del Petruzzelli alle sue spalle, annunciando che con molta probabilitĂ realizzerĂ nuove riprese in Puglia, regione che nel 2009 è giĂ stata set di un suo lavoro supportato dall’Apulia Film Commissin, il film Honeymoons in parte girato a Brindisi con una troupe serbo-albanese.
Si è invece aggiudicato il premio Bif&st 8 1/2 International Award per il miglior attore l’argentino Leonardo Sbaraglia per il film “El otro hermano” una produzione argentino-uruguayana del 2017 diretta dal regista Adrián Caetano con Daniel Hendler e Angela Molina come altri interpreti. La motivazione del premio: “perchĂ© Leonardo Sbaraglia dĂ vita e corpo alla complessa e originale natura malvagia del protagonista”. Il film è la storia di un dramma familiare con connotazioni thriller di cui è protagonista Cetarti (Leonardo Sbaraglia), un uomo senza lavoro o altro scopo nella vita, che passa le sue giornate rinchiuso a guardare la tv e a fumare finchĂ© uno sconosciuto lo informa che sua madre e suo fratello sono stati uccisi a colpi di pistola. Parte quindi per Lapachito, il villaggio in rovina dove viveva sua madre, per prendere in consegna i corpi, ma lo fa con l’unico scopo di riscuotere una piccola assicurazione sulla vita che gli permetterĂ di proseguire il suo viaggio verso il Brasile. Una serie di incontri però complicherĂ non poco i suoi piani. Leonardo Sbaraglia – attore noto per aver interpretato pellicole come La notte delle matite spezzate di HĂ©ctor Olivera, Nowhere di Luis SepĂşlveda e Storie pazzesche di Damián SzifrĂłn – ha ringraziato la giuria del premio per questo riconoscimento del quale si è detto particolarmente orgoglioso per via delle sue origini italiane.
Il premio Bif&st 8 1/2 International Award per la migliore attrice è andato alla islandese Hera Hilmar protagonista, accanto all’attore premio oscar Ben Kingsley, del film “An ordinary man” del regista statunitense Brad Silberling. Il riconoscimento le è stato attribuito “perchè a soli 28 anni Hera Hilmar tiene testa al coprotagonista Ben Kinglsey e, lavorando per sottrazione, riesce a creare un personaggio potente e sorprendente”. Per impegni pregressi l’attrice non era a Bari per ritirare il premio. Il film narra la storia dell’ultimo criminale di guerra ancora latitante nella ex Jugoslavia e della insolita relazione instaurata con la sua domestica (Hera Hilmar), unico suo collegamento con il mondo esterno.
Sempre nell’ambito della sezione Panorama Internazionale, la giuria all’unanimitĂ ha voluto segnalare il lavoro dell’attore esordiente Andrea Carpenzano, protagonista, accanto all’attore-regista Giuliano Montaldo (premiato quest’anno al Bif&st con il Fellini Award per l’eccellenza cinematografica) del film “Tutto quello che vuoi” di Francesco Bruni. A lui è andata pertanto la menzione speciale come attore-rivelazione del Bif&st 2017. Il film racconta la storia di Alessandro, un ventiduenne trasteverino inquieto ed ignorante e di Giorgio, un ottantacinquenne poeta dimenticato di cui il ragazzo diventerĂ l’accompagnatore. Grazie a ricordi che lentamente affioreranno dalla mente dell’anziano uomo, e alle esperienze che vivranno insieme, Alessandro avrĂ modo di scoprire tutta la ricchezza celata nel proprio cuore.
Per la sezione Italia FilmFest/Lungometraggi, dedicata ai migliori film italiani dell’anno 2016-2017 selezionati dalla giuria stabile del Bif&st composta da 9 critici italiani aderenti al SNCCI (Sindacato nazionale critici cinematografici italiani), è stato assegnato il Premio Luciano Vincenzoni per la migliore sceneggiatura alla regista Francesca Archibugi, autrice insieme a Paolo Virzì della sceneggiatura del film “La pazza gioia” di Paolo Virzì, con Valeria Bruni Tedeschi (al Bif&st premio Anna Magnani per la miglior attrice protagonista) e Micaela Ramazzotti. Il film racconta la storia di due donne, Beatrice Morandini Valdirana, una chiacchierona istrionica, sedicente contessa e a suo dire in intimitĂ coi potenti della Terra, e Donatella Morelli una giovane donna tatuata, fragile e silenziosa, che custodisce un doloroso segreto. Ospiti entrambe di una comunitĂ terapeutica per donne con disturbi mentali, sono classificate socialmente pericolose. La loro imprevedibile amicizia porterĂ a una fuga strampalata e toccante, alla ricerca di un po’ di felicitĂ in quel manicomio a cielo aperto che è il mondo dei sani.
La premiazione si è conclusa con la consegna del Federico Fellini Award per l’eccellenza cinematografica all’attore, produttore e regista francese Jacques Perrin, interprete di film di rilievo come La ragazza con la valigia e Cronaca familiare di Valerio Zurlini, Z-L’orgia del potere di Costa-Gavras e Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, solo per citare pochi titoli di una lunga filmografia. Ieri mattina al Teatro Petruzzelli Perrin ha tenuto un’applauditissima masterclass dopo la proiezione del film “Il deserto dei Tartari” di Vittorio Zurlini da lui prodotto e interpretato nel 1976 accanto a Vittorio Gassman, Philippe Noiret e Jean-Lous Trintignant. Al Bif&st Perrin ha inoltre presentato nell’ambito della nuova sezione “Cinema e Scienza” una serie di meravigliosi documentari da lui diretti o prodotti che – ha dichiarato – “sono film politici perchĂ© ci rendono piĂą attenti e responsabili su ciò che è attorno a noi e da cui dipende la nostra stessa sopravvivenza. Donald Trump, con la sua politica antiambientalista, sta minacciando la vita di tutti noi”.
Un breve, ma importante fuori programma, ha chiuso la fase della premiazione, con la presenza sul palco del Petruzzelli del fotografo turco Burhan Ozbilici, autore dello scatto raffigurante l’omicidio dell’ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, avvenuto lo scorso dicembre nel corso di una mostra fotografica. Nella foto si vede il diplomatico colpito a morte da un poliziotto che, con la pistola ancora in pugno, rivendica vendetta per la guerra in Siria. Lo scatto, realizzato con incredibile sangue freddo, è valso ad Ozbilici il primo premio al World Press Photo 2017, la cui mostra è in corso a Bari fino al 21 maggio. Il fotografo si è detto felice per questo suo primo viaggio in Italia, Paese che per la sua famiglia è sempre stato un mito della cultura e dell’arte, ed ha sottolineato l’importanza di salvaguardare, sempre e ovunque, la libertĂ di informazione.
La premiazione è stata seguita dalla proiezione, in Anteprima Internazionale, del film Gifted del regista statunitense Marc Webb, con Chris Evans e Jenny Slate. Il film, ottimamente recitato, è un dramma familiare con molti momenti divertenti e racconta la storia di Frank che sta crescendo da solo la nipote di sette anni Mary, figlia della sorella morta suicida. La bambina (la piccola Mckenna Grace, interprete degna di un Oscar) si rivela essere un genio della matematica, caratteristica che la accomuna alla defunta madre. Suo zio, tenendo fede alla promessa fatta a sua sorella, cerca di farla crescere nella piĂą assoluta normalitĂ , ma le eccezionali doti della bambina rischiano di compromettere l’obiettivo. Il lieto fine del film e gli applausi entusiastici del pubblico del Petruzzelli hanno chiuso nella migliore atmosfera questa ottava edizione del Bif&st.
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